Inhuman After All

05 gennaio, 2007

Anno nuovo, concerti nuovi


molto interessante la nuova stagione concertistica in Italia...
dopo un accurata analisi ho deciso che salvo imprevisti mi andrò a vedere
in ordine cronologico, Isobel Campbell & Mark Lanegan a Roma il 31 Gennaio.
Mentre il 3 Febbraio farei un salto all'Estragon di Bologna per i Dropkick Murphys,
di cui in teoria potrei farne a meno dopo averli già visti un paio di volte.
Sicuramente non farò a meno nè dei Trail of Dead che suonano il 3 Marzo sempre all'Estragon, pare nell'unica data italiana (ma sicuramente ne aggiungeranno un'altra...speriamo Roma)
nè dei Deftones all'Alcatraz di Milano il 4 Aprile.

vario e eventuale i !!! a Roma il 29 Marzo.

Dei Bloc Party sinceramente me ne frego, mi è già bastato vederli di spalla agli Interpol qualche tempo fa prima della loro esplosione [gran concerto].

Scomoderò dalle loro poltrone i vari Nico [che è molto meno poltronaro di me in effetti] e Chelugnatoranoschisi [se non vieni ai Trail of Dead vengo a distruggerti casa nuova].
Ovviamente sono graditi aggregamenti improvvisi di qualsiasi persona.


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29 maggio, 2006

IndieRocket Festival 2006


come anticipato da MissFreska nei commenti a questo post, causa probabili fulmini e saette cambia la location dell'IndieRocket Festival...
non più all'Arena del Mare ma presso
l'EX COFA [MERCATI ORTOFRUTTICOLI], lungomare Sud Cristoforo Colombo,
praticamente la sede dell'ultimo Fuori Uso e della mostra I Love Abruzzo.
Divulgate gente,divulgate.

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21 marzo, 2006

Clap Your Hands Say Ehm...


Il 21 febbraio me ne vado a Bologna a vedere i
Clap Your Hands Say Yeah...
parto da solo visto che tra mostre di Picasso,vacanze in Messico e esami i miei candidati per l'accompagnamento erano tutti altrove o indaffarati.
Ma la mia fida Annalight,residente a Bologna,
alla mia telefonata per avvertirla che stavo salendo si è esaltata e ha deciso di seguirmi
(e a quanto pare si è divertita più di me,beata lei che non ha ancora l'occhio e l'orecchio musicalmente critici).


si è fatto un gran parlare sui Clap Your Hands in questi mesi,giustamente direi...
il loro primo omonimo album è stato un mezzo capolavoro,recensioni entusiastiche sulla maggior parte di riviste e webzines,tutti che si affrattavano a cercare nel loro sound similitudini e influenze (a me personalmente ricordano i Talking Heads, se non altro per la stridula voce di Alec Ounsworth, e un pò gli Arcade Fire, più allegri,
in un picnic primaverile distesi sull'erba o con una bicicletta lungo il mare)...

E se ne parlava per il fatto che hanno raggiunto un alto grado di notorietà attraverso la rete, attraverso passaparola animaleschi sui blog di mezzo mondo...

tanto da affrettare riviste pompose e lecchine (Rumore?)
a coniare il termine Blog'n'Roll (ehm...) per indicare questo nuova tendenza,
indice che ancora più di prima la rete svolge un ruolo sempre più importante
nella fruizione della musica (vedere anche il caso Arctic Monkeys).


Facile immagine che l'attesa per questo concerto era notevole da parte del sottoscritto...

Si arriva all'estragon sotto una fitta pioggia attorno alle 22.30 e dopo poco salgono sul palco i Dr.Dog, gruppo conterraneo dei CYHSY di Philadelphia...



molto piacevoli,potenti,trascinanti...una specie di college rock anni 70 made in usa...
con un chitarrista altissimo,dalla folta barba e di nero occhialuto che mi ricordava il cantante degli Eels e l'altro chitarrista che era più un cartone animato che un essere umano,
che saltellava di continuo e faceva battute non mediocri con una voce che faceva più che sorridere...disincantati e con sense of humour quanto basta.da tenere d'occhio.

e dopo un attesa di 45min salgono i CYHSY...

e subito ci si accorge che non sarà il concerto che alcuni si aspettavano...
tralasciando l'acustica pessima grazie alla quale mi sono dovuto sforzare non poco per riconoscere quali brani stessero suonando per i primi 20min (dopo la situazione è andata migliorando), quello che mi ha più colpito è stato il loro totale distacco e l'apparente superficialità nel gestire il palco e il concerto.
Apparte Alec e il tastierista tuttofare...bravi tecnicamente e impegnati un minimo nel trascinare il pubblico. gli altri erano totalmente silenziosi,immobili,glaciali,
tanto da sembrare in difficoltà e imbranati con gli strumenti.
sembrava di essere a un concerto da scuola superiore in aula magna...tipo quel programma che fanno su mtv dove ragazzi di una scuola organizzano uno spettacolo
[
ah,School in Action?]


ovviamente il pubblico gradiva e gridava,compreso me che durante
"The Skin of my yellow country tee" e l'intro "Clap your hands" (bellissimo) ha messo da parte la parziale delusione e ha canticchiato con piacere...
ma mi sono chiesto se questo distacco era dovuto a un sentirsi rockstar o alla giustificata inesperienza live dei nostri...visto che nel giro di un anno si sono ritrovati dal garage ai palchi dei locali e dei festival di tutto il mondo e coi riflettori puntati addosso.
sinceramente sono più propenso per la seconda.

sta di fatto che sembrava un prodotto fin troppo confezionato,
del tipo "tieni ti piace questo,e noi te lo suoniamo.ciao".
per carità apparte questo hanno suonato sufficientemente bene e anche gli inediti erano notevoli anche se nn mi sembra che arrivino al livello del primo album.

ma diverse volte mi sono chiesto,
per quanto possa essere interessante come fenomeno questo fantomatico blog'n'roll,
fino a che punto esso sia utile,
dopo aver assistito all'altra faccia (prevedibile) del fenomeno...
brutti concerti di gruppi seminuovi che annaspano in una dimensione più grande di loro,
senza un rodaggio concertistico tale da riuscire a gestire un tour
sia in casa loro che oltreoceano...

ok che bisogna sfruttare il loro momento magico ma se le aspettative sono alte è giusto che almeno in parte vengano soddisfatte.
e mi duole dirlo che nel caso dei Clap your Hands così non è stato.
e anche la data di Milano è stata molto simile a detta di un amico.

attendiamo il prossimo album e il prossimo tour per le sentenze.
intanto io continuerò a canticchiarmi "The Skin of my yellow country tee".
e voi ascotateveli [click].
o scaricateveli [click di destro,salva].


Clap Your Hands Say Yeah


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12 settembre, 2005

Il Sangue Ricomincia a Scorrere

Sangue e sudore per il ritorno degli Unsane...

Padri del noise e uno dei gruppi più devastanti, marci e feroci che il rock ricordi...immaginatevi la furia dell'hardcore che senza esplodere resta come soffocata talvolta in visioni lente, cupe e apocalittiche talvolta in deliri ritmici contorti, che assalgono e distruggono qualsiasi cosa abbiano davanti...
aggiungete le urla rabbiose e filtrate di Chris Spencer e l'acida maestosità della sua chitarra e FORSE avrete gli Unsane...




Dicevo il sangue,onnipresente nelle copertine dei loro lavori,quasi a volerne sottolineare la ferocia, il senso di distruzione (il tizio decapitato sulle rotaie di "Unsane" o la macchina coperta di sangue di "Total Destruction" sono emblematiche);il sudore,elemento comune e imprescindibile nei loro concerti,da una parte (la loro) e dall'altra (la nostra).Un rito in cui le differenze tra artista e pubblico sono minime,stessa rabbia,stesso trasporto.



Gli Unsane sono tornati.

Dopo aver scritto la storia,scompaiono nel nulla improvvisamente per 6 anni di completo silenzio,anche influenzati dal pestaggio di Chris Spencer da parte di un gruppo di balordi nazi anti-americani (...),pestaggio che lo ha portato a un passo dalla morte (il referto parla di 6 interruzioni del suo battito cardiaco prima dell'arrivo in ospedale dove, operato d'urgenza, il nostro ha subito l'apertura di alcuni organi per capire da dove provenisse l'emorragia interna).

Gli Unsane ritornano nel 2005 per scrivere il presente...
perchè se vogliamo fare un parallelismo in ambito noise rock con un altro grande ritorno
nel 2005, quello degli Helmet, gli Unsane appaiono di gran lunga i più motivati...
l'ultimo lavoro degli Helmet è stata una grande delusione,priva di anima e mordente,prevedibile e troppo pulito e pomposo nei suoni,
mentre "Blood Run" degli Unsane è un album che ce li riconsegna ancora rabbiosi, magari i deliri ritmici di Total Destruction (
1993) e di Scattered,Smothered & Covered (1995) sono lontani, ma la cattiveria è rimasta quella,
urla filtrate,chitarre acide di matrice hardcore,
sempre il solito gioco insomma ma lo fanno dannatamente bene.

questione di attitudine probabilmente...


e il concerto di sabato a Senigallia ne è stata la dimostrazione.


Chris Spencer è rimasto l'animale da palco che avevo conosciuto nel '96 a Pescara (tra l'altro ricordo ancora bene quando improvvisamente smise di suonare e cercò di colpire con l'asta del microfono un tizio che gli aveva incosciamente lanciato della birra addosso),urla filtrate col microfono in gola,sguardo da psicopatico e vene gonfie, schitarrate acide e distorsioni allo spasmo...
Strano a dirsi ma era emozionato e talvolta sorpreso dalla partecipazione del pubblico.








Dave Curran martoria il suo basso con intrecci ritmici a tratti ipnotici e convulsi a tratti lenti e imperiosi...
il suono ultradistorto e pulsante del suo basso è un marchio di fabbrica non solo degli Unsane ma del Noise in generale, da qui parte il loro muro sonoro.











Vinny Signorelli che guida ritmicamente il barcone,violentando una batteria alla sua maniera... potente,ipnotica e precisa,
è qui che il muro sonoro si completa
. Incredibile in chiusura concerto quella specie di improvvisazione noise con Curran e Spencer attaccati agli ampli,con quest'ultimo che porge gentilmente la chitarra sulla batteria e Signorelli ci sviolina sopra con le bacchette...creando un delirio sonico rumoroso tale...che all'ultimo colpo di piatti il suono si spegne improvvisamente e l'ambiente resta come saturo,come se qualcosa di neurologicamente ingestibile aleggiasse nell'aria.
Per immaginare Signorelli pensate a un martello pneumatico inceppato ma dannatamente preciso e potente.

Hanno attaccato con una combo di Release e Killing Time, due dei pezzi più cattivi sull'ultimo Blood Run per poi spaziare dal primo omonimo album del '91 passando per i classici come Alleged,Scrape,Straight,Dead Bomb e Committed.

alla fine si resta impassibili,1h e 20min di puro delirio sonoro,distorsioni infernali,rabbia furente e disperazione soffocata:
ci vorrano 10 minuti per rientrare nella dimensione canonica da post concerto...
e ti accorgi che gli Unsane sono rimasti quelli di qualche anno fa,una bestia biomeccanica cinica e spietata,un frullatore neurologico.
e pensare che sono solamente in tre.

Ti accorgi che gli Unsane sono rimasti quelli di qualche anno fa,
con la stessa rabbia e violenza, vi si riconosce l'attitudine punk/hardcore dei sobborghi Newyorkesi anni 80/90.

Ti accorgi che gli Unsane sono rimasti quelli di qualche anno fa, quando durante il concerto stanno per attaccare non so quale pezzo,un ragazzo urla "Dead Bomb!",Chris Spencer si gira verso di lui con un cenno d'intesa,
guarda Curran e Signorelli e fa "Ok suoniamo Dead Bomb",
Curran fa "Ma arriva dopo in scaletta"
e Spencer "Non me ne frega facciamola ora".
e parte "Dead Bomb".

Questione di attitudine probabilmente.

Ti accorgi che gli Unsane sono rimasti quelli di qualche anno fa,
quando, finito il concerto, parlano volentieri coi ragazzi,ci scherzano,fanno foto,firmano autografi,sempre pronti a una battuta,a una risata,
a un "thank you man for coming to see our concert";
ti accorgi di un Vincent Signorelli che monta e smonta la batteria da solo,
porta i pezzi fuori dopo il concerto e lentamente li carica a uno a uno
dentro un furgoncino (talmente piccolo che per farci entrare tutta l'attrezzatura ci vorrebbe l'inventore di tetris) e,
pur essendo comprensibilmente distrutto e con la fretta di partire per Roma, quando vede un G
uido qualsiasi chiedergli una maglietta o un cd si ferma,mi chiede di aspettare,va a prendere un borsone,cerca per 10min come un pazzo senza darsi pace e alla fine con rassegnazione dice "I'm sorry man probably we finished everything yesterday in Milano" "see u next time i hope,good luck" e ti stringe la mano sorridendoti...

questione di attitudine probabilmente.

Che nelle band di oggi sinceramente ne vedo solo a piccole tracce.


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13 luglio, 2005

Non Disturbare l'Alligatore che sta sognando


The National...

...ovvero come fondere tradizione americana e inglese...
queste sono le prime parole venutemi in mente dopo le prime songs
dei The National durante il loro concerto di ieri a Vasto...

country rock americano e pop/rock inglese in perfetta sintonia,
melodie eleganti,composizioni poetiche e accelerazioni (o evoluzioni se preferite) improvvise,
crescendi d'intensità, ritorni alla poesia e così via...
mi hanno ricordato Leonard Cohen,i Tindersticks,e qualcosina dei Sonic Youth ma sarebbe
un errore pensare a loro semplicemente come una ricetta con i suddetti ingrendienti...

sono i The National e basta

peccato che l'acustica non era delle migliori (per essere buoni) ma a quanto pare il
Glam73 è stata una location improvvisata visto che il concerto doveva svolgersi alla
Villa Comunale di Vasto e per pericolo pioggia si è deciso nel tardo pomeriggio di spostarsi

peccato pure che la voce non si sentisse molto sopratutto nei momenti di rabbia e disperazione
del cantante Matt Berninger, frontman dalle mille anime e geniale nello scendere dal palco
e andare a cantare in mezzo a gente che aveva pagato il biglietto solo per farsi un drink
e chiacchierare ad alta voce...disturbando tutto e tutti e evidentemente anche lui...

ovviamente grazie a questo gesto si è lentamente ricreato l'alone di poesia che avvolgeva ieri sera
il locale...

un'altra dimostrazione che se continui a inoltrarti nel bosco troverai qualcosa di molto interessante
invece di fermarsi ai soliti nomi

il sito ufficiale dei National è http://www.americanmary.com/
e potete leggere la recensione dell'ultimo album "Alligator" su Indiezone

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